Stamattina mi sono svegliata e, come ogni millennial che si rispetti, la mia rassegna social è cominciata da TikTok, l’app il cui algoritmo ormai mi conosce meglio di mia madre.
Evidentemente TikTok sa che il mio cervello non reagisce fino alle 11 di mattina, a meno che non succedano due cose: uno, mi ronza un insetto qualsiasi nelle orecchie e perdo la brocca; due, mi prendo una bella tazza di incazzatura a colazione.
Oggi è successa la seconda. Apro la mia fyp e il primo video che mi ritrovo è una buona notizia, pare: la Spagna sta valutando un disegno di legge per i congedi mestruali. Basta “empastillarse” per andare a lavorare; diamo dispositivi igienici e sanitari gratis; più salute sessuale, più educazione mestruale, più anticoncezionali, più diritti sulle questioni riproduttive.
Tutto molto bello. Piena di fiducia – chissà da dove mi viene, poi – apro i commenti. Ed ecco cosa trovo:







Vorrei rispondere a tutti questi tipi – perché, manco a dirlo, sono uomini, toh pensa – ma la cosa che più mi ha lasciata sconcertata, oltre al solito privilegio talmente palese da essere invisibile, è la totale ignoranza che mostrano anche ragazzi più giovani che, del tutto ingenuamente, pensano che le mestruazioni vengano un mese all’anno. Un mese all’anno. Tipo il raffreddore che ti becchi in inverno, capito?
Fa ridere, forse; eppure mi sono capitati anche altri video in cui adolescenti maschi confessavano di non aver mai capito come funzionasse il ciclo mestruale, che fosse una macchia di sangue che viene una volta nella vita e che ti dice: tesoro, da qui in avanti puoi restare incinta, quindi occhio.
Sia chiaro che io non ho nulla contro questi ragazzi, che sono solo il risultato di tabù e segreti che noi stessə abbiamo tenuto per generazioni. E sì, in una certa misura fanno tenerezza. Se non fosse che questi stessi ragazzi giovani, che nulla sanno di mestruazioni, crescono restando in questa ignoranza. Sguazzandoci. E ripeto: non voglio prendermela con loro – per ora. Persino noi, persone con le mestruazioni, impariamo a conoscere il nostro ciclo tardissimo, su internet, per tentativi e sussurri.
Quindi il problema, oltre al fatto che poi questi ragazzi diventano uomini supponenti che dicono “ecco, questa non è parità dei sessi, gnegne”, è la mancanza di educazione a riguardo. Cosa che mi viene confermata dal secondo video che becco su TikTok, subito dopo il primo, in cui un ragazzo americano va in giro per le strade a chiedere ad altri uomini: sai che stanno studiando la pillola anticoncezionale maschile? La prenderesti?
Scandalizzati, quasi tutti dicono no. Io? Ma no. Perché dovrei?
Beh, TestolinaDiCazzo82, tanto per cominciare dovresti perché non è giusto che il peso delle misure anticoncezionali ricada tutto su di noi, tanto più che il preservativo “ti dà fastidio, non è la stessa cosa, gnegne”. Potrei continuare dicendoti che tu potenzialmente puoi far partire gravidanze ogni giorno di ogni mese della tua vita, e noi solo in una finestrella ristretta, sia nel mese che nella vita, quindi avrebbe più senso bloccare TE che non ME, ma temo che qui andremmo sul difficile, non mi seguiresti.
Perciò, cara TestolinaDiCazzo82, ti rigiro una domanda semplice: tu vorresti prendere una pillola che, nonostante la nausea e l’acne e i mal di testa e i coaguli di sangue e la mancanza di desiderio e la stanchezza (e tanti altri effetti collaterali), comunque non ti protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili ma “solo” da una gravidanza indesiderata? Ti ricorderesti di prenderla tutti i giorni della tua vita?
Come dici? Assolutamente no? Già ti è bastato il vaccino e non ti piace che la gente ti dia medicinali di cui tu non sai niente? Ah, ma allora dillo che sei un Vero Maschio Etero Alfa e Cis ©, così ti lasciamo in pace nel tuo privilegio e nella tua ignoranza fatta d’oro e diritti inalienabili e ci sobbarchiamo noi tutte le problematiche! Scusami, TestolinaDiCazzo82, non volevo rovinarti i tuoi dieci minuti di scroll sui social mentre sei in bagno.
Ok, ora mi calmo.
La verità è che, finché gente del genere non imparerà davvero come funziona il ciclo mestruale, temo che il problema non sarà tanto il dolore o la convivenza con sintomi che, tra il prima e il dopo, durano praticamente tre settimane su quattro al mese. Che è comunque molto, molto invalidante.
Il problema è che questa gente comanda. Decide cose. Decide cose importanti, tipo se e come e quando e perché dovrei abortire, e non sa niente, niente, niente. Niente.
Perciò, facciamo così: se nelle scuole non vogliono proprio educarci a riguardo, pensiamoci noi. Un passo alla volta. Un mese alla volta. Distruggendo un commento ignorante alla volta.
Nicole